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Storia

Il processo alle Brigate Rosse. (Torino, 17 maggio 1976-23 giugno 1978)

di Emilio Raffaele Papa

editore: Franco Angeli

pagine: 224

Una serie di rapine, di attentati, di sequestri di persona, di omicidi: per impedire lo svolgersi di un processo, e per poter
30,00

L'uomo in cerca di senso. Uno psicologo nei lager e altri scritti inediti

di Viktor E. Frankl

editore: Franco Angeli

pagine: 170

Viktor Frankl, psichiatra, fu deportato nel settembre del 1942 a Theresienstadt, in Boemia, per poi essere trasferito ad Ausch
19,00

Storia del turismo. Annale 2010

di A. Berrino

editore: Franco Angeli

pagine: 156

Questo numero dell'"Annale di Storia del turismo" raccoglie una serie di saggi che compendiano i grandi temi che attraversano
22,00

Un libro per Eva. Il difficile cammino dell'istruzione della donna in Italia: la storia, le protagoniste

di Nicola D'Amico

editore: Franco Angeli

pagine: 402

"Un libro per Eva" è un lungo e rigoroso viaggio verso la conquista del diritto all'istruzione da parte della donna in Italia
43,00

In queste montagne altissime della patria. Le Alpi nelle testimonianze dei combattenti del primo conflitto mondiale

di Andrea Zaffonato

editore: Franco Angeli

pagine: 324

Basandosi sullo studio di epistolari, diari e memorie di guerra scritti da combattenti e reduci inviati sul fronte alpino durante il primo conflitto mondiale, questo lavoro si occupa di una tappa fondamentale del processo di avvicinamento degli italiani alle montagne, iniziato nella seconda metà dell'Ottocento anche grazie alle attività del Club Alpino Italiano e della Società degli Alpinisti Tridentini. Durante i tre anni e mezzo di ostilità, soldati di ogni estrazione sociale e provenienza geografica furono spinti, per convinzione o per obbligo, a prendere confidenza con il suolo accidentato, la dimensione verticale, attività pratiche come lo sci. La montagna, resa ancora più ostile dal contesto bellico, fu una scuola di vita e di sopravvivenza: i combattenti dovettero imparare a difendersi da un ambiente sfavorevole, adattandosi a climi e terreni refrattari alla presenza dell'uomo.
30,00

Bresciani alla grande guerra. Una storia nazionale

di Emanuele Cerutti

editore: Franco Angeli

pagine: 592

Nella sua prefazione a questo volume, il prof. Giorgio Vecchio pone la basilare questione delle coordinate metodologiche che hanno guidato la ricerca realizzatasi in questo studio. Il cosa è lo spaccato di una parte cospicua della società maschile bresciana che visse la prova di quella guerra. Ma, in questo caso, è soprattutto il come che fa la differenza. L'idea d'origine di attuare uno studio quantitativo tramite campionatura su fonti quasi inutilizzate - i ruoli matricolari amalgamati ad hoc con altre, inconsuete fonti complementari - si è evoluta sino a divenire un'analisi comparata fra la realtà bresciana e quella nazionale per vagliarne affinità e differenze. Ma i numeri non sono la Storia, anche se aiutano ad interpretarla, o a manipolarla. Dalla lunga ricerca è emersa una notevole massa d'importanti testimonianze di vita vissuta e sofferta da quegli uomini, bresciani e non, che non doveva cadere ancora una volta nell'oblio. I risultati rivelano come nel campione bresciano, basato sulle classi più provate, le perdite e il dissenso siano stati maggiori alla media nazionale. Ma soprattutto dimostrano come la composizione del regio esercito mutò dai profili regionali del 1915 al melting potnazionale del 1918, fatto decisivo che consentì di condurre un'efficace guerra difensiva. Il volume, infine, documenta sistematicamente l'evoluzione di quasi ogni aspetto, anche il più umile, della vita dei militari nelle "due guerre" degli italiani, quella offensiva e quella difensiva, e la "morfologia della memoria".
50,00

Il caso Moro: cronaca di un evento mediale. Realtà e drama nei servizi TV dei 55 giorni

di Ilenia Imperi

editore: Franco Angeli

pagine: 176

Sullo sfondo dell'Italia del 1978, con le sue agitazioni sociali, l'allarme terrorismo e un'agenda politica piegata all'emergenza, il medium più giovane, la televisione, si ritrova improvvisamente a giocare un ruolo determinante in una sfida traumatica che investe l'intero Paese e che la coglie quasi del tutto impreparata: il caso Moro. Nell'immaginario collettivo, televisivamente parlando, la memoria si muove tra il servizio di Paolo Frajese in onda nell'edizione straordinaria del Tg1 la mattina del 16 marzo, con la scena dell'agguato di via Fani, e le immagini del corpo di Moro in via Caetani riprese da Valerio Leccese, unica testimonianza filmata esistente che la Rai fu costretta a comprare da una piccola emittente romana, la Gbr. Immediatamente emerge il legame forte che unisce l'evento all'immagine, influenzandone la percezione e dilatandone senso e significato: un senso di cui, a distanza di quasi quarant'anni, si è ancora in cerca, come dimostrano le inchieste tuttora in corso della nuova Commissione parlamentare. In un continuo scambio tra piano storico e piano mediologico, intrecciando fonti storiografiche, istituzionali, giudiziarie, ricerche d'archivio e dati inediti emersi dai servizi televisivi, il volume ripropone la cronaca dei 55 giorni mettendo in luce anche gli aspetti sociologici e semiotici di narrazione e rappresentazione del fatto-notizia, nonché le conseguenze sul piano della ricostruzione sociale della realtà che l'uso del mezzo televisivo implica. Ne emerge una ricostruzione del caso Moro secondo un'ottica diversa che, partendo dal fatto e passando per la sua trasformazione in racconto, arriva a smontare ed esaminare la struttura e le modalità compositive del messaggio mediatico costruito intorno, e oltre, l'evento.
21,00

L'editoria italiana nel decennio francese. Conservazione e rinnovamento

editore: Franco Angeli

pagine: 270

I saggi raccolti in questo volume possono fornire un significativo contributo al dibattito che si è sviluppato intorno ad uno dei periodi storici più difficili e tormentati della nostra penisola. Anni in cui ai continui e cruenti rivolgimenti militari si affiancano profondi cambiamenti istituzionali, forti tensioni sociali e innovative esperienze politiche e culturali. Il sorgere di homines novi inseriti in una più moderna burocrazia consentono di gestire i meccanismi messi in moto dalle riforme sottoponendo il contesto ad un rinnovato rapporto tra centro e periferia. Processo complesso che, nonostante molte resistenze espresse nel ribellismo diffuso e nelle diverse reazioni al nuovo quadro normativo, sarebbe riuscito in un periodo piuttosto breve a incidere sulle mentalità e sugli atteggiamenti individuali e collettivi. L'incidenza di questi mutamenti sarà diversa da Stato a Stato e dipenderà sia dalla durata dell'influenza francese che dalla situazione entro cui si sarebbe innestata. Tutti i territori coinvolti dalle innovazioni introdotte dalle leggi napoleoniche conosceranno delle tracce non trascurabili nelle normative dei governi restaurati e nello stesso costume culturale. Dalla promulgazione del decreto napoleonico del 1810 al tema dell'ampliamento dell'alfabetizzazione, dal rafforzamento delle aziende tipografiche più dotate di capitali e tecnologia alla maggiore concentrazione delle case editrici, al significativo ridimensionamento della tipografia veneziana, farà da contraltare il rafforzamento di Milano e in parte di Torino, l'emergere di Firenze e le contraddittorie realtà di Napoli, Roma e della Sicilia.
33,00

Europei al voto. Politica, propaganda e partecipazione in Italia, Francia e Regno Unito (1979-1989)

di Doriana Floris

editore: Franco Angeli

pagine: 236

Italia, Francia e Regno Unito: tre Paesi europei con culture diverse del voto, tre casi studio che, per le loro particolarità, hanno consentito di approfondire diversi aspetti legati all'inizio dell'apertura istituzionale del Parlamento europeo verso il coinvolgimento dei cittadini. Tre Paesi europei con culture diverse del voto. Italia e Francia fondatori della Comunità europea, Regno Unito perennemente travagliato nei confronti del processo d'integrazione. Tre casi di studio che, per le loro particolarità, hanno consentito di approfondire diversi aspetti legati all'inizio dell'apertura istituzionale del Parlamento europeo verso il coinvolgimento dei cittadini. Durante il primo decennio di elezioni europee, attori politici e istituzioni sono stati protagonisti di una competizione nuova che ancora oggi pone interrogativi sulla capacità di raggiungere l'elettorato, considerata la progressiva diminuzione del dato partecipativo. La scarsa affluenza si è dimostrata, tuttavia, effetto di una ripartizione diffusa delle cause che vanno dalla valutazione della posta in gioco, alla comunicazione politica e istituzionale, alla propaganda elettorale. In questo articolato contesto il cittadino ha subito una trasformazione che, in contrapposizione al dato statistico, ha visto accrescere in lui un certo grado di consapevolezza.
31,00

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