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PUNIRE L'AUTORICICLAGGIO

Come, quando e perché
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In adesione agli input derivanti dai diversi strumenti internazionali e in analogia con i principali modelli europei di riferimento, con la legge n. 186/2014 si è introdotta anche in Italia la fattispecie di autoriciclaggio, che punisce sia le persone fisiche (art. 648-ter.1 del codice penale) che gli enti collettivi (art. 25-octies, D.Lgs. n. 231/2001). Si assiste, in tal modo, all'ingresso di una nuova concezione del reato come “circuito” rispetto al quale non ha più senso parcellizzare i vari momenti dell'intervento punitivo, nei termini del pre o del post-factum, dovendosi piuttosto focalizzare la misura di contrasto sui profili di connessione “paratattica” di un reato commesso per consolidare il profitto di altro reato o per portarlo comunque a conseguenze ulteriori, quale simbolo più evidente della nuova criminalità del profitto. Se non ché, a distanza di appena un anno dalla sua introduzione, l'autoriciclaggio ha alimentato ampi dibattiti in ordine al suo ambito di applicazione e a possibili duplicazioni sanzionatorie, attesi gli evidenti profili di indeterminatezza della disposizione incriminatrice. Nell'intenzione dei curatori, scopo del presente volume non è, dunque, quello di discutere le ragioni di politica criminale notoriamente sottese al nuovo delitto, ma piuttosto quello di coglierne il come, il quando e il perché nell'ambito di un confronto tra i diversi operatori sui principali snodi interpretativi che, di qui a poco, ci si troverà a dover fronteggiare. 

Ulteriori informazioni
Pagine 205
Editore Giappichelli
Autore Enrico Mezzetti, Daniele Piva, a cura di
Anno Edizione 2016
Mese Edizione Aprile
ean 9788875243494
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